martedì 3 novembre 2009

E’ un treno dal quale non voglio scendere!

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Iniziare la settimana di martedì fa uno strano effetto. A parte una leggera distorsione nella percezione del tempo (che giorno è oggi?) mi sembra quasi che il weekend sia già alle porte ancor prima di cominciare!

I giorni trascorsi sono stati ricchi di piccole novità. Io e mio marito abbiamo dato il via all’operazione trasloco, cominciando innanzitutto a pulire la nostra casetta che ahimè era stata disabitata per circa un anno, fra soggiorno a Trieste e vacanze  in campagna. Tutto sommato però non è andata così male, pensavo decisamente peggio. Che poi io e lui abbiamo di certo un futuro come impresa di pulizie se dovessero andar male le rispettive professioni.

Fra il mettere a lustro le stanze, riordinare gli armadi e la dispensa…e sfrattare i piccioni che avevano eletto il balconcino a loro esclusiva toilette c’è stato un bel da fare. Ma alla fine l’ordine e la pulizia hanno il loro bel potere rilassante sulla sottoscritta, pazienza se la schiena urla di dolore! Resta solo il problema di Kitty…si riabituerà a stare al chiuso con noi dopo esser diventata una nobilgatta di campagna? Personalmente nutro molti dubbi, staremo a vedere.

In ufficio comincio a far da sola quelle piccole pratiche che per me sono veramente a prova di idiota ma che pare alla lunga possano diventare molto importanti, economicamente parlando. E stamattina ho persino depositato la mia prima perizia in Tribunale, roba da non crederci. Se domani il cliente mi porta anche l’assegno devo proprio farmi dare un pizzicotto da qualcuno, non vorrei fosse solo un bel sogno e nulla più.

E infine…il neurone che si era incastrato e che mi impediva di prendere una decisione si è finalmente sbloccato, merito soprattutto di una illuminante conversazione avuta col mio amico. I risultati sono visibili qui. Dopo anni di immobilismo direi che posso proprio essere soddisfatta.

martedì 27 ottobre 2009

Mumble…

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Ci sono cose in cui sono assolutamente impulsiva. Quando desidero fortemente fare qualcosa (o avere qualcosa) mi butto a capofitto senza pensarci due volte…chiudo gli occhi e…mi lancio nell’ignoto. Altre invece, che dopotutto non sono così decisive per la mia vita, mi portano invece a continui ripensamenti…a rimuginare…a pianificare…ad avere una visione il più completa possibile dell’intera situazione.

Mi trovo così in questi giorni con matita e foglio di carta a ripassare di continuo una sorta di lista di quello che, forse, potrebbe servirmi per lanciarmi in un nuovo progetto creativo. In teoria i passi da compiere sono abbastanza semplici e logici, eppure io non riesco a partire.

Il motivo sta, probabilmente, nel fatto che l’impresa porterebbe a muovermi in un ambito di cui non ho la minima conoscenza. Ed io non riesco ad appoggiarmi ad altri, devo prima vedere se riesco a farcela da sola e poi, eventualmente, chiedere aiuto.

Vabbè, paturnie a parte, la settimana è ripresa in maniera abbastanza tranquilla. Il tempo sembra esser tornato quello mite dell’autunno e questo sole inatteso sembra rendere più disponibili al sorriso un po’ tutti. In ufficio la vita procede, senza infamia e senza lode, facendo cose mai fatte prima ma tutto sommato alquanto interessanti.

Domani torneranno i miei genitori dopo un lungo soggiorno in Umbria. Oscillo fra la contentezza di riabbracciarli – cane compreso – e la consapevolezza del caos in cui ripiomberà questa tranquilla casa di campagna, almeno fino a quando – marito e gatta al seguito – rientrerò finalmente nella mia casetta nel centro storico, dopo quasi un anno di assenza.

Il resto scorre e non ci si annoia mai. Neanche a pensarci troppo su.

domenica 25 ottobre 2009

Senza parole

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Ecco come affrontare al meglio una noiosa domenica d’autunno.

giovedì 22 ottobre 2009

Quando il migliore fra i tuoi fans vive con te…

 

Stamattina ci siamo svegliati in un’atmosfera decisamente surreale. Aprendo le finestre ho avuto la sgradevole sensazione che cielo e terra fossero definitivamente scomparsi, la campagna mi è apparsa inghiottita dalla nebbia, inondata da impercettibili goccioline di acqua che hanno invaso la casa, appannando vetri, pavimenti e qualsiasi superficie. C’era  vento di scirocco oggi, ed il caldo, che pure avrebbe dovuto essere piacevole, mi ha infastidita, l’ho percepito come innaturale e foriero di pessimi eventi.

Paturnie a parte, la giornata è trascorsa all’insegna della normale amministrazione. Io non sono andata in ufficio, fra raffreddore e tempo apocalittico ho preferito tardare un po’ sotto le coperte in compagnia del marito e della gatta. Anche se alla fine ho lavorato lo stesso, perché ovviamente – fra cellulare e internet – sei sempre reperibile ovunque. Ma va bene così, anzi, dovrei affinare la tecnica collaborativa a distanza, in vista di un probabile trasferimento in quel di Trieste.

Al supermercato ci siamo lasciati tentare dalla nutella ed io ho scoperto che dolci e biscotti sono la panacea di tutti i mali, vanno bene anche contro il freddo. Anzi, se voleste lasciarvi tentare da una ciambella casalinga di mele (Cinzia mi sono ricordata!!!) la ricetta la trovate tranquillamente qui.

Nel frattempo sto cercando di ultimare tanti piccoli lavoretti sparsi per casa, alla portata di Kitty che impazzisce, come tutti i gatti, con i gomitoli di lana. Siccome i work in progress sono pochi (…) oggi ho iniziato l’ennesimo cactus… In realtà avrebbe dovuto essere un regalo per un collega che ha appena traslocato in un nuovo studio e che, notoriamente, è capace di far morire qualsiasi pianta col solo sguardo.  Ma, alle fatidiche parole pronunciate dal marito “se viene bene me lo tengo io” ho capito che avrei dovuto inventarmi qualcosa. In realtà mi stacco molto difficilmente dalle mie creature – lo faccio solo in caso di persone veramente speciali – e poi come non commuovermi a siffatta manifestazione di apprezzamento della mia paranoia da gomitoli? Giammai.

sabato 17 ottobre 2009

Con nonchalance ascoltando Fresu

“Il jazz è un’intensa sensazione di nonchalance”, diceva la scrittrice Françoise Sagan. Cerca di ricordarlo la prossima settimana, Sagittario. Anche se non suoni o non ascolti il jazz, fa’ quello che serve per sviluppare un’intensa sensazione di nonchalance. È necessario che tu sia allegro e noncurante: hai un bisogno disperato di distaccarti dalle cose per non arrabbiarti quando non rie­sci a controllarle. Inoltre, devi essere ferocemente disciplinato per poter ignorare le preoccupazioni e le seccature che nello schema generale delle cose non avranno molta importanza”  (Rob Brezsny)

Non voglio parlare di cose brutte, la settimana è finita più o meno com’era iniziata, con la sua dose di pazienza che diminuisce e quella di cinismo che aumenta sempre più.

Voglio parlare invece del freddo che è arrivato preannunciato eppure inatteso, trovandomi impreparata al cambio di temperatura…io con la sciarpa al collo e la voglia intensa di fare un bagno in piscina ogni volta che ne vedo l’acqua limpida. Ma, continuando sempre nell’ottica del bicchiere mezzo pieno, queste sono giornate in cui l’aria è pervasa dall’odore dell’uva e della legna bruciata nei caminetti. Cominciamo a raccogliere i primi funghi, a mangiare le prime castagne, a ridere con le guance rosse sotto l’effetto del vino rosso.

Si fa in modo di accontentarsi sempre di quello che si ha, pensando che prima o poi la ruota girerà vorticosamente anche per noi. Salvo poi scoppiare in un pianto dirotto per una mail arrivata dal cuore che, in parte, ci fa riconciliare col mondo.

E intanto si sferruzza con nonchalance un paio di guantini, per evitare che lunedì le dita si attacchino ancora al volante.

mercoledì 14 ottobre 2009

Il ruggito del coniglio

E’ normale che vada a finire così. Quando non ci sono più incentivi, quando anche l’ultimo briciolo di entusiasmo è andato a farsi benedire, si tende inevitabilmente ad anteporre sé stessi a tutto il resto. E così, io che in tanti anni di onorata attività non mi ero quasi mai assentata dal lavoro, neanche in piena crisi mestruale o in overdose di tachipirina, stamattina ho aperto gli occhi, ho sentito un pochino di freddo ed un leggero bruciore alla gola e ho detto “no, io stamattina non mi muovo da casa”.  Non ci sono nuovi progetti in corso e l’idea di rivedere il tizio dello sconticino non mi alletta neanche un po’. Ma si, chissenefrega. Basta essere professionali a tutti i costi.

Che poi, leggendo alcuni annunci di lavoro, mi chiedo cosa si intenda attualmente per professionalità oggi. Gli studi d’architettura richiedono ormai solo neolaureati per stage o tirocini vari (ossia non vi paghiamo, anzi, ci dovreste pagare voi) e fra le competenze elencate ci sono una serie di programmi vari cui neanche la Penélope García di Criminal Minds riuscirebbe a tener testa. Attualmente l’architetto deve racchiudere in sé anche un geometra ed un ingegnere (possibilmente meccanico, strutturista, informatico, chimico e chi conosce le altre specializzazioni le aggiunga per favore). Una sorta di novello Frankestein, insomma.

CRIMINAL MINDS

Ma, mi chiedo, a cosa mi serve conoscere tremila programmi di modellazione 3d, render fotorealistici e fotoritocco se poi arriva sempre il tizio dello sconticino????

Nel dubbio, io me ne vado a lavorare a maglia. E se pensate che sferruzzare la calza sia roba da sfigate, date un’occhiata qui.

lunedì 12 ottobre 2009

Post semiserio sulla mia attuale condizione professionale

Il lavoro è un'attività produttiva esplicata con l'esercizio di un mestiere, una professione e simili e ha come scopo la soddisfazione dei bisogni individuali e collettivi.

Un lavoratore (operaio o impiegato) è una persona che svolge un'attività manuale o intellettuale a scopo produttivo, in cambio di un compenso.

(it.wikipedia.org/wiki/Lavoro)

Oggi sono rientrata in ufficio dopo qualche giorno di assenza. Vi prego, non cominciate a dire “beata te”, sappiate che il tutto non dipende dalla volontà della sottoscritta ma piuttosto dalla totale carenza di nuovi incarichi paganti, e che il binomio “stai a casa-comunque guadagni” non è proprio contemplato nello statuto degli architetti (un po’ come in quello di tutti, suppongo).

Dicevo, oggi ho posato per l’ennesima volta borsa e portatile sulla scrivania, in attesa di un collega che mi aveva dato appuntamento per sottopormi un incarico. Se c’è una cosa che detesto sono le persone che non sanno spiegarsi bene, soprattutto quando questo dovrebbe essere anche il loro mestiere. Ma non faccio in tempo a smaltire il nervoso per essere venuta personalmente a risolvere un problema che poteva essere tranquillamente eliminato via telefono che prontamente mi arriva la mazzata finale.

Il discorso inizia molto alla larga, in stile “un mio amico ha un problema di identità sessuale” quando entrambi sappiamo che l’amico è proprio lui; insomma, passando dal generale al particolare, mi chiede un preventivo per dei disegni, senza sottopormi uno straccio di dimensione (giusto per capire se devo occuparmi della cuccia del cane o dell’Executive Center di Bari). Alla fine, quando ho finalmente capito che si tratta dell’androne di un palazzo (!!!) e gli espongo la mia valutazione (bassa, anzi bassissima, perché vergognandomi mortalmente a chiedere denaro svaluto sempre il mio lavoro…) questa grandissima faccia di bronzo ha pure il barbaro coraggio di chiedermi se il prezzo richiesto è soggetto ad abbassarsi!!!!

A questo punto giuro solennemente che d’ora in poi mi comporterò come tutti gli altri liberi professionisti seri, mi armerò di tariffario e guai a chi fiata…sono capace di usarlo come un corpo contundente.

A domani per un post bucolico, con tanto di farfalline svolazzanti. Almeno spero.