sabato 12 dicembre 2009
Pensiero mignon.
martedì 8 dicembre 2009
Christmas blues
Ma insomma, si può sapere che fine hai fatto? E non uscirtene con la storia che non hai voglia di stare davanti al tuo portatile, perché il knit-blog lo aggiorni eccome!
Lo so, lo so, avete ragione, ma parlare di maglia diritta e di coste inglesi mi riesce più semplice che fissare in frasi di senso compiuto le mie sensazioni di questo periodo. Perché a volte il tempo mi sembra immutato e immobile, un eterno limbo in cui le ore si succedono tutte uguali senza via di scampo, altre invece si arricchisce di piccole grandi novità così veloci che neanche il tempo di scriverle son già belle che sparite.
E poi sono insoddisfatta…c’è una fase della mia vita che voglio chiudere assolutamente, ma siccome sono la solita impulsiva cerco in tutti i modi di valutare le conseguenze dei miei gesti…e allora temporeggio, resto in agonia, aggrappandomi con tutta me stessa a quella piccola luce che a volte mi pare di scorgere fra le nubi del mio cielo grigio.
Non è il massimo dello spirito natalizio. Considerando i miei brontolii posso candidarmi per fare il bue nel presepe.
venerdì 27 novembre 2009
In previsione del weekend...

martedì 24 novembre 2009
I metodi antisfiga
La risposta è si, nel weekend mi sono proprio rilassata. Nulla di particolarmente complicato o mondano, è bastata una domenica trascorsa dai miei, fra le orecchiette della mamma ed i bocconotti del Bar Adua, a liberarmi da tutto lo stress accumulato durante la settimana.
Ma siccome pare che per ogni momento bello debba essercene almeno un duplice in termini di sfiga, il lunedì si è abbattuto con tutta la sua forza di giorno distruttore dei buoni propositi settimanali. Così ieri, nell'accompagnare il collega a stampare delle tavole presso un copy center esterno, ho dato sfogo a tutto il mio pessimo carattere.
Ora, se tu porgi la tua fida chiavetta dati ad una persona che si suppone faccia questo genere di lavoro praticamente ogni attimo della sua esistenza, e se ti raccomandi di copiare l'intera cartella "da stampare", perché mai la suddetta tizia decide arbitrariamente cosa incollare sul suo desktop? Cosa mai nella mia semplice richiesta non sarà risultato chiaro?
Così nel pomeriggio sono arrivate le grida di dolore del collega, le tavole c'erano ma erano prive di immagini. E alla mia domanda "scusi, ma nella cartella che le ho dato non c'era anche quella nominata fotografie", quando mi son sentita rispondere "non credevo fossero importanti" sono esplosa in urla impronunciabili. Ma si può?
Morale della favola, stamattina al diavolo tutto, me ne sono tornata in campagna a passeggiare un po’ nella pineta e a coccolare la mia piccola bestiolina pelosa. Perché l'unica cura per un lunedì disastroso è un martedì fatto ancora di cose semplici, di un caffè bevuto con mamma sedute in cucina, di funghi raccolti al volo e destinati a condire la polenta, di una pigna lanciata a Bella e di un grattino sulla testa di ogni micio, gatta aristocratica compresa.
venerdì 20 novembre 2009
Come nebbia al mattino
Questa settimana il weekend giunge necessario come l'acqua nel deserto, mai avrei potuto immaginare di uscirne così distrutta da mattinate frenetiche e infruttuose sotto ogni punto di vista!
Sono veramente stanca, soprattutto psicologicamente. E me ne accorgo dalla noncuranza che comincia a farsi largo nel mio animo, dal mio rispondere sempre a tono anche quando le circostanze richiederebbero un pò di diplomazia. Ci sono momenti in cui ho l'impressione che mi manchi l'aria: non trovo alcun riscontro col mio modo di essere, di lavorare, di concepire la professione ed il rapporto con gli altri. E' tutto sovvertito e irriconoscibile, un caos ed una precarietà immane che non posso sopportare neanche in nome del compenso economico, ridicolo se non del tutto assente.
L'alternativa? Mordersi le labbra e continuare a testa bassa a mò d'ariete, in attesa di quella svolta che accidenti se deve arrivare, sennò guai a lei!!!
Malaussenaggini a parte, ci sono piccole novità, alcune che mi lasciano totalmente indifferenti e altre che mi dispiacciono un bel pò.
In studio è comparso un tirocinante. Classico adolescente col ciuffo alla piastra e coltivazione di brufoli, armato di telefonino e di tanti cioè. Però è simpatico, e secondo me anche potenzialmente in gamba. Nulla a che vedere col tizio che ho dovuto sopportare due anni fa...magari alcuni di voi se lo ricordano ancora, qualcuno ha anche avuto la sfortuna di conoscerlo. Nel giro di poche ore ha già capito tutto, in quell'ufficio regnano l'anarchia ed il nulla assoluto. Mi ha detto che vorrebbe far pratica con un architetto donna, io però non possiedo uno studio - non sono neanche tanto convinta di esserlo, un architetto intendo - per cui proprio non posso accontentarlo.
Durante queste mattinate l'unica nota positiva è l'aver aiutato un collega per un esame. Rielaborando tavole, facendo fotografie, stringendo lì e appiccicando qua è stato come tornare indietro ai bei tempi dell'università. Scusami se ti ho dato fastidio per questa cosa, mi ha detto oggi lui. Niente affatto, io mi sono sul serio divertita!
Kitty invece non fa più parte del mio nucleo familiare, almeno fino a quando non tornerò in campagna la prossima primavera. Dopo la prova fatta nel weekend abbiamo deciso che era inutile farla soffrire. I gatti hanno spirito di adattamento, questo si, ma lasciarla chiusa in casa o portarla in giro con la trasportina quando lei ama arrampicarsi sugli alberi d'olivo è da veri egoisti. Quando poi al mio ritorno dall'ufficio è scomparsa dalla mia vista temendo che la rinchiudessi nuovamente nella torre...allora ho capito che era proprio finita. Adesso è con mia madre, a scroccare croccantini e a far le fusa a lei. Sono immensamente triste, la notte ho ancora l'impressione che sia saltata sul letto e si sia infilata sotto le coperte. Toccherà farmene una ragione.
In tutto questo la sera ho lavorato pochissimo a maglia, ero troppo stanca e nervosa per rilassarmi con un'attività che in genere mi piace e mi rigenera. Vorrei anche dare una sferzata d'energia al mio corner shop ma con questo stato d'animo è dura. Vabbè, intanto c'è tutto il weekend davanti a me. Per un pò il lunedì non sarà nei miei pensieri.
sabato 14 novembre 2009
Ossignur!
martedì 10 novembre 2009
Convivere con un testardo
Qui nella mia splendida terra le giornate continuano ad essere molto belle, nonostante l’umidità e le basse temperature rovinino tutta l’atmosfera accogliente dell’autunno.
Quella appena trascorsa è stata una settimana strana, all’insegna dei primi raffreddori, del primo vero assegno da due anni a questa parte – già prenotato per l’assicurazione della macchina – dei tempi morti e di qualche preoccupazione. Il tutto ovviamente accompagnato dagli immancabili ferri per lavorare a maglia.
Quando mi ritrovo ad intrecciare lane colorate rinnovo la magia della creazione di un oggetto da un semplice filo, il saperlo mi rilassa tantissimo, anche se in tutta questa danza di dita e punte la mia mente vaga e si perde nei pensieri più disparati.
Mio padre non sta bene. Non nel senso canonico del termine – oddio, una brutta tosse in effetti ce l’ha – ma è come se di ritorno dall’Umbria non fosse più lui. Una serie di difetti, fisici e caratteriali, con i quali abbiamo sempre convissuto, sembrano essersi acuiti a dismisura. Quello che ha assunto proporzioni gigantesche è la cocciutaggine, unitamente ad una buona dose di presunzione e menefreghismo. Non ascolta alcun tipo di consiglio gli venga dato per il suo bene. Tanto nulla può succedere, non a lui.
Peccato che, durante i frequenti colpi di tosse, sia diventato un sorvegliato speciale. E’ accaduto qualche sera fa. Si scherzava tutti insieme, e l’atmosfera era così allegra che pensavamo lo stesse facendo apposta, come un robot al quale è stata improvvisamente tolta l’energia. Invece no, per qualche secondo lui non c’è stato. Ha reclinato la testa da una parte con lo sguardo spento, poi ha reagito ad uno scossone di mia madre ed è tornato in sé. Credo si chiami ipossia. Ma, nonostante lui si sia reso conto di tutto, continua a minimizzare. Come se fosse sicuro che comunque vadano le cose ci sarà sempre qualcuno di noi pronto a riportarlo indietro.
Così, ferro dopo ferro, rimugino fra me, pensando se sia meglio tramortirlo con un corpo contundente e portarlo a fare un bel controllo o rispettare la sua volontà e lasciare che gli eventi facciano il loro corso. Mamma ovviamente è quella che ne soffre più di tutti, anche perché vede respinto qualsiasi suo tentativo di imporsi per costringerlo a farsi visitare. Ma lui è tremendamente testardo, buon sangue umbro non mente.
E in tutto questo Trieste sembra incombere minacciosa. Brutta faccenda essere figli unici, a volte.

