sabato 28 giugno 2008

Welcome back home

...e anche questa volta mi sono lasciata alle spalle la lussureggiante Umbria per una non meno splendida Valle d'Itria. Il mio paese è sempre uguale a se stesso, con i vicoli pieni di ortensie in fiore in cui i turisti si fanno estasiati mille fotografie, con distese interminabili di mattoni antichi, con strade ripidissime e altrettanto ripide discese. Solo le auto cambiano, sono quelle dei vecchi romani che perdurano nel venire in vacanza in quelle zone solitarie e rilassanti, armati di modelli che appartengono ormai alla archeologia automobilistica.
Non so, a tratti era come se mi fossi ritrovata nelle ambientazioni di Delitto in luogo di mare di Fruttero e Lucentini, solo che non c'erano nè il mare nè la pineta della Gualdana.
Ho finalmente finito il libro della Yoshimoto: confesso che all'inizio ho faticato un pò a mandarlo giù, poi pian piano mi sono fatta riprendere dalla sua magia e ho letto tutto in pochissimo tempo.
C'è da dire che indubbiamente non è uno dei suoi romanzi migliori e la trama - con le dovute distinzioni - appare molto simile a quella del precedente. Inoltre le citazioni sull'Italia sembrano messe un pò per caso, quasi come se fossero un atto dovuto poco in armonia col resto della storia anche se ne costituiscono parte fondamentale.
Però i temi a me cari ci sono tutti. L'amicizia, in primo luogo. L'amore per la natura. La possibilità di fare un lavoro che possa piacerci senza ambizioni economiche che non siano quelle di condurre una vita dignitosa. La semplicità. Il profumo del cibo. E potrei andare avanti ancora...
L'effetto è sempre lo stesso: termini l'ultima pagina, chiudi il libro e ti ritrovi con un sorriso ebete stampato sulla faccia. Non ti senti poi così anormale a vivere la tua vita in una certa maniera.
E pensi che se ancora riesce a piacerti leggerla ogni anno tu, in fondo, non sei poi così diversa da quella che eri un tempo....

sabato 21 giugno 2008

Se lo dice lui...


"Stai cogliendo le opportunità uniche che quest'anno ti offre, Sagittario? Visto che siamo a metà del 2008, facciamo un bilancio. Spero che tra sei mesi, guardandoti indietro, potrai dire: Il mio rapporto con il denaro è molto migliorato. Sono sicuro che è successo perché ho capito qual è il mio vero valore, in modo profondo e rilassato, e non mi interessa più quello che gli altri pensano di me. Ho dichiarato la mia indipendenza dalla venerazione per le apparenze superficiali. Paradossalmente, ora che mi sono scrollato di dosso la nauseante influenza del materialismo, sono più bravo a ottenere successi materiali ".


Gli oroscopi di solito mi lasciano perplessa, ma questo di Brezsny in particolare ha la capacità di lasciarmi sempre a bocca aperta, facendomi quasi venire il dubbio di non appartenere affatto a questo segno zodiacale, tanto distanti sono le sue previsioni dal mio modo di essere e di vivere il presente.
Di certo il mio rapporto col denaro non è mai stato cattivo, non perchè ne abbia in quantità spropositate - soprattutto da quando perdura lo stato di disoccupazione - ma perchè sostanzialmente non me ne è mai fregato granchè, mi basta giusto quel poco per vivere dignitosamente, il resto costituisce poca importanza e valore.
Comunque prenderò queste parole come un augurio, voglio credere di potermi guardare alle spalle intorno al mese di Dicembre e di pensare con un sorriso che tutto sommato è valsa la pena vivere un anno così complicato e faticoso.
La cosa adesso mi sembra davvero impossibile, ma la vita insegna che nel giro di poco tempo possono accadere le cose più impensabili.

Vi auguro un buon weekend, dal canto mio la settimana prossima sarò in Umbria per delle commissioni paterne. E sarò in buona compagnia.

giovedì 19 giugno 2008

A new drug

Non so quanto incida l'effetto placebo rispetto alle naturali proprietà della pianta, fatto sta che la valeriana ha dato i suoi primi, insperati, frutti positivi.
Mi sento molto più tranquilla e al tempo stesso molto più distaccata, è come se guardassi certi avvenimenti dal di fuori, come se avessi la capacità di scindere i problemi in tanti piccoli pezzi per risolverli, con successo, pian piano uno alla volta.
Sorprendentemente non mi faccio prendere da nevrosi nel traffico cittadino, nè il mio stomaco è trafitto dall'ansia nel momento in cui devo parlare - magari discutere - con qualcuno. Sono fredda, espongo le mie ragioni con cura e sapendo esattamente cosa devo dire. Le reazioni altrui non mi feriscono più di tanto.
Chissà, se fossi riuscita a mantenere la calma starei ancora lavorando al mio vecchio studio. O forse no, non lo saprò mai. Spero solo di aver ancora la possibilità di dimostrare qualcosa, a volte ho la sensazione che il tempo passi immobile senza portare a nulla di buono - nonostante i principi del wabi-sabi.
Passando ad altro, ieri ho cominciato a leggere il libro di Banana Yoshimoto. Forse è presto per esprimere un giudizio, sono alle primissime pagine ed il romanzo deve ancora decollare, però ho come l'impressione che fra l'elenco degli abiti firmati di Kaori, le scene di Suspiria, e le pillole di saggezza non ci sia molta armonia. Ma posso anche sbagliarmi.

lunedì 16 giugno 2008

Ci sono momenti...

...in cui ti senti trasparente, in cui il tuo cuore e la tua mente sono attraversati da mille sferzate che non causano dolore ma che ti annientano fisicamente e ti lasciano incapace di reagire.
Tutto insieme, troppo. E ti accorgi che anche se le occasioni per essere felice non mancano, tu non sai gioirne.
Oggi ho acquistato dall'erboristeria una boccetta di tavolette di valeriana. Le ho sempre considerate come una sorta di ultimo stadio, invece mi rendo conto che magari è giunto il momento di smetterla di fare la superdonna e di aiutarmi...anche con queste piccole cose.

venerdì 13 giugno 2008

Libri, libri e ancora libri!


Ieri mattina ho ritirato un libro che avevo ordinato la settimana scorsa su consiglio di Simona. Tornata a casa, sfogliando l'Informalibri che in genere viene distribuito gratuitamente presso le librerie Mondadori, mi sono imbattuta nella recensione dell'ultimo libro di Banana Yoshimoto, di cui ignoravo totalmente l'esistenza, grazie anche al mancato preavviso da parte della newsletter Feltrinelli.

Vabbè, polemiche a parte, assodato che dovrò ri-precipitarmi in libreria per acquistarlo, il suo nuovo romanzo si intitola Chie-Chan e io e narra di Kaori, una quarantenne single che lavora nel settore dell’importazione di abiti, accessori e articoli griffati dall’Italia. Viaggia spesso per lavoro, per acquistare la merce da rivendere nel negozio di una zia. Avendo vissuto per un certo periodo in Italia parla molto bene la nostra lingua. Sua cugina Chie è una ragazza sui trentacinque anni, estremamente silenziosa e introversa, che dopo la morte della madre si è trasferita a vivere da Kaori. Fra le due si è instaurato un rapporto di amicizia molto profondo. Sarà un segreto nella vita dell’una e un amore nella vita dell’altra a scombussolare la serenità della loro esistenza in comune, portando Chie a fare i conti con il proprio passato e mettendo Kaori di fronte ad una scelta dolorosa.

"Oltre ai temi fondamentali dell’universo della scrittrice giapponese – l’amicizia, gli affetti, la vita e la morte – in quest’ultimo romanzo Banana Yoshimoto ha dedicato molto spazio al suo amore per l’Italia: L’ho scritto mettendoci dentro tutte le emozioni che provo nei confronti del vostro paese".


Non so, a me la trama ricorda molto quella de Il coperchio del mare forse perchè ripropone l'amicizia profonda fra due donne, oltre ai temi consueti cari alla scrittrice. Comunque lo leggerò, non posso farne a meno!

mercoledì 11 giugno 2008

Sentire e saper ascoltare

Come sapete ho recentemente trasferito il mio blog su questa piattaforma, un pò per respirare - almeno in queste piccole cose - un pò di aria nuova, un pò per allontanarmi da un giro vizioso di commenti ricevuti e commenti da fare che spesso non mi permettevano di dedicarmi a chi, più o meno virtualmente, condivide i miei stessi interessi ed il mio stesso modo di vedere le cose.
Il blog può avere un effetto terapeutico, come spesso mi ricorda Aleike, ma costituisce anche un alibi subdolo per quelli che passano a dare una lettura per vedere come te la passi, senza realmente soffermarsi a chiedere come stai. Perchè un conto è chiacchierare, più o meno virtualmente, attraverso un misto di visite e saluti impersonali, un conto è scriversi e parlarsi, mettersi in gioco, mostrare se stessi senza alcuna ipocrisia, riconoscendo nell'altro finalmente le famose affinità elettive.
Io preferisco rintanarmi qui, nella mia portineria, sorridendo a tutti ma gustando thè e madeleine con le persone che contano.

lunedì 9 giugno 2008

Camera con vista

« ...Ho una teoria...su Miss Honeychurch. Le sembra logico che suoni il pianoforte in modo così meraviglioso e faccia una vita tanto tranquilla? Credo che un giorno la sua vita sarà meravigliosa come il suo modo di suonare. I suoi compartimenti stagni si romperanno, e musica e vita si fonderanno l'una nell'altra. »

Finalmente oggi ha smesso di piovere e riusciamo a godere di un pallido sole e dell'assenza quasi totale di vento.
Ieri, col temporale che imperversava, non restava altro che affidarsi ad un buon film da vedere e stranamente in questo periodo in tv trasmettono molti titoli interessanti, di quelli che generalmente dovrebbero animare le serate autunnali.
Così, mentre scorrevano gli omaggi alla scomparsa di Dino Risi - ci sarebbe da obiettare su alcune scelte di programmazione, ma lasciamo stare - ho rivisto un film che francamente la prima volta mi aveva annoiato terribilmente e che invece stavolta mi è piaciuto davvero tanto.

Si tratta di Camera con vista, di James Ivory. Tratto dal romanzo dello scrittore inglese Forster, narra la storia di una giovane donna nella cultura sessualmente repressa dell'Inghilterra Edwardiana. Durante un viaggio in Italia con sua cugina, Lucy Honeychurch incontra George Emerson, un giovane ateo e anticonformista, che si innamora di lei. Al suo ritorno in Inghilterra, ella è obbligata a scegliere tra lo spirito libero di George e il suo più freddo fidanzato, Cecil Vyse.
Al di là della storia, molto british, ciò che colpisce sono le ambientazioni delle scene ed i paesaggi, quasi come se il regista avesse voluto rendere un omaggio ai dipinti di Manet e al suo Colazione sull'erba.







mercoledì 4 giugno 2008

Enjoy the silence

Si lo so, magari non è stata una trasmissione altamente culturale, però ero curiosa di vedere come se la sarebbe cavata Morgan, che seguo fin da quando cantava nei Bluvertigo.
E poi se non l'avessi seguita non avrei mai conosciuto i Cluster, un gruppo genovese veramente eccezionale.
Nel video reinterpretano Enjoy the Silence, splendida canzone dei Depeche Mode, con classe e originalità.



Posso farcela!

Con la disoccupazione forzata capita che ci si ingegni per mettere a frutto il tanto - spesso troppo - tempo libero che si ha a disposizione, una volta sbrigate le fantomatiche incombenze domestiche. Per non sentirmi in colpa, perchè non è che si può sempre star lì a passeggiare sottobraccio o a leggere un libro, ho deciso di rispolverare il mio inglese e - questa la vedo dura - imparare il tedesco. Già dall'estate scorsa avevo ripreso a studiare ed ad esercitarmi con l'ausilio del mio libro di testo al liceo, poi recentemente, mettendo in ordine nel mio vecchio studio, sono saltati fuori i cd ed i fascicoli dei vecchi corsi pubblicati dalla De Agostini. Così per un pò, invece di ascoltare musica nel mio ipod, ho pensato di inserire le conversation del corso, giusto per tenere allenata la memoria.
Riguardo al tedesco, sempre della stessa casa editrice conservo delle audiocassette...gli unici problemi sono che a) non riesco a trovare i fascicoli con le lezioni, pur volendo studiare un minimo di grammatica, e b) le cassette non sono complete e non sono neanche tanto sicura che dopo tanti anni si sentano ancora.
Staremo a vedere!

martedì 3 giugno 2008

Catena di libri, ovvero:Ten favourite book that I read last year

Questa simpatica e intelligente catena mi e' stata passata dall'amica Aleike .
Devo elencare 10 libri che ho letto volentieri lo scorso anno, 2007, senza un ordine preciso.
Dunque...vediamo un pò...chiedo aiuto alla mia libreria anobiana...
Il coperchio del mare, di Banana Yoshimoto. Si lo so, la scrittrice ha forse perso lo smalto dei primi romanzi, come Kitchen o Sonno Profondo, ma la storia si legge con piacere e poi è in armonia con la teoria della bellezza nelle piccole cose.
Norwegian Wood, di Haruki Murakami. Una storia intensa e drammatica, mai scontata.
Come pietre nel fiume, di Hursula Hegi. Graditissimo regalo di compleanno della mia amica Simona, un libro dolcissimo che mi ha anche regalato una visione diversa del dramma del nazismo e dei rapporti fra cristiani ed ebrei.
A sud del confine, ad ovest del sole, di Haruki Murakami.Quando la vita di un personaggio ti assomiglia tremendamente...
L'eleganza del riccio, di Muriel Barbery. Forse il libro più bello che io abbia mai letto, lo considero quasi come una mia dichiarazione poetica (così come credo lo sia anche per Simona che a suo tempo me lo consigliò caldamente).
Igiene dell'assassino, di Amelie Nothomb. Mi sono avvicinata con curiosità alla scrittrice e devo dire che il suo stile non ha deluso le mie aspettative.
Amori, di Alina Reyes. Simpatico taccuino dedicato alla "Rrosa" che ogni donna custodisce nel proprio corpo.
Il mondo di Banana Yoshimoto, di Giorgio Amitrano. Interessante ritratto della scrittirce curato dal suo principale traduttore in Italia.
In fuga, di Alice Munro. Identificarsi con la protagonista, Juliet, è stato naturale :)
E infine...Dance, dance, dance, di Haruki Murakami. Un libro splendido, un giallo in cui le tessere lentamente tornano al loro posto non per logica conseguenza, ma per una sorta di dote soprannaturale che la vicenda sembra conferire al lettore.
Avrei voluto aggiungere all'elenco la bravissima Fred Vargas...ma i suoi libri sono stati una scoperta del 2008 per cui...ai prossimi dieci! Adesso tocca a chiunque voglia cimentarsi nell'impresa.

domenica 1 giugno 2008

La felicità è nelle piccole cose

In questo periodo decisamente non esaltante nella mia vita, l'unico metodo per sopravvivere è quello di trarre energia dalle piccole, apparentemente insignificanti, cose che animano le mie giornate.
E di questa domenica piena di sole e di silenzio apprezzerò le chiacchiere stesa sul letto con mia madre, la tenda che danza al vento nella mia camera, gli occhi azzurri e limpidi di Kitty, un buon libro sul comodino e l'acqua fresca con una spruzzata di limone.