venerdì 30 gennaio 2009

Making meme!

Invitata dal blogger beppestarnazza mi cimento in questo simpatico meme dal titolo la musica dei miei 18 anni.
Devo scegliere tre titoli che siano stati in qualche modo significativi di quella bellissima età e siccome gli eighteen hanno significato principalmente l'indipendenza dal punto di vista degli spostamenti, le mie canzoni sono quelle che ascoltavo maggiormente all'autoradio della mia macchinina, ovvero:



- Please please please let me get what I want degli Smiths;



- A Forest dei Cure;




- The Lebanon degli Human League.



Ce ne sarebbero tantissime altre...ma magari sarà per la prossima volta. E le vostre quali erano?

Grosse malaussenaggini...


E' da un pò di tempo che ci penso...ma è possibile che il mio modo di fare sempre discreto e la mia timidezza possano essere scambiati per qualcos'altro e incutere soggezione?

No, perchè se le cose stanno davvero così...è un disastro!

giovedì 29 gennaio 2009

Ma che avranno da urlare tanto?

Ordinaria giornata di zapping sul divano, in attesa del rientro della dolce metà.

Su raidue dopo l'immancabile telegiornale delle 13 comincia X-Factor in pillole, con un (in)sano mix di provini degli aspiranti cantanti - che più che voci melodiche sembrano essere usciti dritti dritti dai mercati generali - unitamente alle mitiche ligate fra la Ventura (che sta alla musica come Giusi Ferreri sta ad Amy Winehouse) e l'incompreso Morgan.
Passo allora su MTV, dove è in corso una sorta di gioco che consiste nel sottoporre ad un nerboruto ragazzone americano un autobus affollato da cinque ragazzine appena maggiorenni che si esprimono peggio degli scaricatori di porto e hanno movenze da ballerine di lapdance (che poi mica ho capito perchè si schiaffeggiano continuamente il sedere in America...). Se la prima candidata non sarà abbastanza zocc......ahem, passeggiatrice, basterà un Neeeeeext e sotto a chi tocca.

Schiaccio poi inavvertitamente il tasto del cinque sul telecomando e prima che riesca a fuggire sono investita da "Ma cccche ccccossssa ssstai disssscendooooo?" e "noooo ssssignora miaaaa, leeeei nuuuun looo sssa quali ssssono i miei sssentimenti pè Giònataaaan!" e non capisco se si tratta di un'imitazione di Katiana e Valeriana che corteggiano Claudiano (ma sì, è una parodia, Katia e Valeria di Zelig sono molto più soft!).

Passo allora su raiuno dove c'è l'immancabile Lory Del Santo con la coscia in bella mostra ad elargire opinioni e scampoli di saggezza quasi come se qualcuno l'avesse davvero abilitata a farlo.

Rimetto su canale cinque e mi ritroco una pazza che indossa una oscena tutona blu con la faccia piena di lacrime che inveisce contro pubblico, professori e compagni di percorso. Alla faccia degli Amici.

Pensando a quello che mi aspetta stasera con la visione di AnnoZero forse è meglio spegnere tutto e riprendere un pò di forze. Magari con l'ennesimo buon libro, che vale più di un intero anno di tivvù.



PS: su Knitting and Cakes c'è un nuovo oggetto curioso.


martedì 27 gennaio 2009

Tzu si espande...


Oggi ho deciso che gli attacchi creativi di questo architetto sfaccendato dovevano avere una vetrina. Se siete curiose (e curiosi!) andate a sbirciare qui.


Aggiornamento: e come se non bastasse stamattina mi trovate anche qui.


lunedì 26 gennaio 2009

One, two, three, four...

La scorsa settimana ho deciso di cambiare definitivamente gestore telefonico. Considerando che siamo in regime di libera concorrenza non vedo perchè non dovrei poter scegliere una tariffa più rispondente alle mie esigenze.
Cominciano i primi sms in cui mi si chiede di chiamare il tal numero perchè l'operatore ha da propormi un'offerta vantaggiosa fatta apposta per me e se cerco di conoscere il mio credito mi tocca sciropparmi la solita musichetta odiosa al termine della quale non saprò quanti soldi mi sono rimasti per chiamare perchè l'operatore di cui sopra è sempre in agguato col mio pacco regalo.
Questa cosa mi innervosisce un pò, più che altro non capisco perchè non trattarli bene prima i clienti, ma evidentemente si tratta di politica commerciale.
Alla fine stamattina ho ricevuto la chiamata di una ragazza che mi ha sciorinato per circa dieci minuti tutti i vantaggi del rimanere fedele al mio gestore, includendo rimborso della sim e bonus vari.
Io l'ho ascoltata in religioso silenzio, anche se in alcuni momenti mi faceva veramente sorridere quel suo leggere la brochure di aggressione del cliente cercando addirittura di rendere più teatrale il suo intervento. Dopo l'ho ringraziata per l'interessante proposta, ribadendo però che la mia decisione rimaneva sempre la stessa.
A quel punto è stata lei a ringraziarmi. Mi ha detto che sono stata molto gentile nell'averla ascoltata. E nel dirlo mi è sembrato quasi come se avesse un nodo in gola, come se quei pochi momenti l'avessero ripagata di tante amarezze quotidiane sopportate nel suo lavoro.
Mi sono sentita uno schifo. Chissà, magari se avessi accettato l'avrei aiutata a ricevere una sorta di premio produzione...o qualcosa del genere. Vabbè, ormai è andata.

domenica 25 gennaio 2009

Nuove prospettive di lavoro...

Il 97 per cento dei giovani usa i videogiochi, e sempre meno ragazzi fanno sport come il basket, la corsa o il lancio del giavellotto. Sono convinto che i videogiochi dovrebbero diventare una disciplina olimpica. Ammettiamolo: è questo il futuro dello sport agonistico. Te lo faccio notare, Sagittario, perché è un buon momento per allenarti ai videogiochi in vista delle Olimpiadi del 2012 o del 2016. Anzi, è il momento giusto per coltivare qualsiasi specialità che possa farti vincere un premio, anche se non ha ancora il giusto riconoscimento nella nostra cultura. (da Brezny)


...ok, torno a giocare a Yoshi, touch and go!

venerdì 23 gennaio 2009

Am I wasting my time?

Non so se possa essere considerato un controsenso, ma nonostante abbia sofferto la mancanza di amici qui a Trieste, non mi sono quasi mai sentita sola nè tantomeno mi sono annoiata.
Sarà che fondamentalmente io sto bene con me stessa, sarà che ho tanti interessi con cui impegnare il mio tempo, sarà che chi ha inventato la connect card per internet dovrebbe essere proclamato almeno beato...sento comunque che il tempo scorre abbastanza velocemente, con la sensazione di non averne sprecato neanche un secondo.
Oltre alle mie normali attività di casalinga e giovane donna alla scoperta di una città nuova, in questi giorni mi sto dedicando a due esperienze nuove.
La prima è quella di lettrice d'emergenza per il gruppo de iQuindici, il cui compito è quello di leggere ed eventualmente promuovere i lavori di scrittori esordienti. Ma non ti bastavano tutti i libri che hai ancora in arretrato sul tuo comodino? No, perchè questo è un tipo di esperienza completamente diversa. Bisogna recensire il lavoro che ci viene sottoposto e dire se ci è piaciuto o meno e soprattutto perchè. Questo comporta un'analisi molto più attenta del manoscritto, che può andare dalla semplice punteggiatura (strano ma vero!) alla complessità dei personaggi o della trama stessa. Lo trovo un esercizio stimolante che cambia completamente il mio approccio con i libri in generale.
La seconda è quella dello knitting, ossia del lavoro a maglia, passione che ho fin da bambina e che adesso condivido con altre patite dei gomitoli come me. Molto presto scriverò su un blog tutto al femminile (se solo riuscirò a fare una foto decente al mio maglione!) e nel frattempo sto pensando di creare qualcosa di personale, uno spazio parallelo a Il coperchio del mare in cui archiviare tutto quel che faccio, armata di ferri ed uncinetto ma non solo...

mercoledì 21 gennaio 2009

Proclama!

Considerando che:

- non mi sento più un appestata se non sono ancora riuscita a riprendere il mio lavoro;

- sono impegnatissima fra recensioni ai manoscritti, nuovo blog a cui partecipare, mènage famigliare e ripresa della dieta;

- al cantiere qui sotto oggi si esibisce il duo sega circolare-martello pneumatico;

- la giornata è plumbea ma non piove...

la sottoscritta ora si mette in tiro ed esce di casa, sperando che il suo giornale preferito sia in edicola (sennò mi diletto con la Settimana Enigmistica). Acquisterà anche una TrattoPen rossa ed una verde per i disegni che ogni tanto scarabocchia sull'agenda e cercherà le mele di Biancaneve per addolcire il pomeriggio. E al diavolo tutto il resto.

martedì 20 gennaio 2009

Che si fa se il martedì è anche peggio del lunedì?

Oggi mi sono svegliata piena di buoni propositi...colazione rapida davanti al portatile, vestito più carino, un pò di trucco e una ravviata ai capelli...e via verso l'agenzia interinale.
Quando sono nervosa tendo ad accellerare il passo delle mia falcate che già normalmente sono abbastanza ampie; aggiungendo a questo che l'agenzia dista circa un quarto d'ora a piedi da casa mia e che stamattina c'è uno scirocco impressionante, sono arrivata in sede soffrendo atrocemente il caldo.
A dispetto della crisi energetica ogni ufficio che si rispetti ha sempre livelli di riscaldamento altissimi: per intenderci, se in Giappone visitando la casa altrui è buona norma togliersi le scarpe indossando babucce, qui l'ideale sarebbe spogliarsi ed attendere il proprio turno beatamente in costume.
Detto questo ho dovuto compilare un modulo lunghissimo riscrivendo praticamente tutte le stesse cose che erano già scritte nel mio già di per sè curatissimo curriculum. Non per vantarmene eh, ma c'è anche una sorta di portfolio laterale che la dice tutta su chi sono.
Dopo venti minuti che combattevo col questionario, tirando fuori nel frattempo carta d'identità, codice fiscale e tessera sanitaria, sono finalmente riuscita a consegnare il tutto.
Una ragazzetta sicuramente più piccola di me ha osservato con aria severa tutto il plico, si è fatta un altro pò di cazzetti miei fra fotocopie e domande varie, dopodichè "attualmente non c'è nessun profilo che la riguardi ma le faremo sapere". Grazie e arrivederci.
E il colloquio conoscitivo tanto decantato sulla home page? Non si sa.
Uscendo da quel posto avevo in programma di visitare un'altra agenzia...ma siccome io credo molto nei segni del destino, ha cominciato a piovere ed io me ne sono tornata bellamente a casa.
Magari ci andrò nel pomeriggio, magari no.
In questo momento non sono in grado nè di intendere nè di volere.

lunedì 19 gennaio 2009

Chi ben comincia...

Lui che mi trova un pò gonfia e io che mando al diavolo Kranz e dolcini vari per riprendere la mia solita dieta...
mia madre che crede all'esistenza di concorsi fantasma di cui non si ha traccia neanche sulla gazzetta ufficiale...
io che telefono all'ennesima agenzia interinale per informarmi sugli orari in cui portare il mio curriculum e mi sento chiedere se sto per caso cercando lavoro...
gli operai che deliziano le mie orecchie tagliando i mattoni per la pavimentazione del marciapiede sottostante...
la gatta che mi manca...
io che mi mordo il labbro per non versare neanche una lacrima e farmi forza...
Ma perchè il lunedì è sempre così faticoso da affrontare???

venerdì 16 gennaio 2009

Top five anch'io!

Spinta dal bel post di Aleike voglio provare anch'io a tracciare una lista terapeutica dei miei cinque momenti più belli, avvertendo però che l'ordine è assolutamente casuale, ossia non ritengo che ci sia una gerarchia d'importanza fra questi ricordi che mi sono egualmente cari.

1. La mia laurea. Non potrò mai dimenticare lo sguardo attento della commissione, il mio professore che mi aiutava con i disegni e le fotografie correndo da una parte all'altra delle scrivanie per far vedere tutto a tutti, le mie parole che scorrevano fluide senza un accenno di timidezza e imperfezione. E la sensazione di essermi tolta finalmente un macigno dal cuore!

2. Il primo assegno. Dopo gli anni universitari in cui ti senti un pò in colpa perchè i tuoi genitori stanno sostenendo dei sacrifici incredibili per farti studiare, avere quel pezzo di carta fra le mani siginificava finalmente essere indipendente e, perchè no, cominciare a preoccuparsi per loro contribuendo al mènage famigliare. Peccato che l'idillio sia durato ben poco...

3. La patente. Premetto che l'ultimo anno del liceo la mia scuola fu trasferita nella sede decentrata campestre, per cui essendo praticamente impossibile per me raggiungerla con gli autobus ero costretta a farmi tutta la strada a piedi, stiamo parlando di circa 4 km fra andata e ritorno. Nelle giornate in cui diluviava l'impresa era davvero ardua, e comunque essendo una zona isolata spesso e volentieri capitavano degli incontri molto strani...detto ciò quando ho finalmente avuto la mia patente (guai mio padre a farmi guidare col foglio rosa!) mi sono liberata da tutto questo e ho potuto continuare ad andare più serenamente a scuola.

4. Le cenette con gli amici a Pescara. Gli studenti avrebbero da fornirne di ricette anticrisi! A quei tempi, con le finanze serrate e scarse, non ci potevamo certo permettere di andare fuori in giro per locali o nelle sempre eterne discoteche. Per cui le nostre uscite più belle erano le cene organizzate in casa, tutti riuniti attorno ad un tavolo a chiacchierare e a ridere. C'è stato un periodo in cui frequentavo un ragazzo che faceva il cuoco sulle navi da crociera...vi lascio immaginare quali piatti prelibati fosse in grado di cucinare! Ed era bello anche stare con lui in cucina ad aiutarlo e ad osservare i trucchi del mestiere...ancora li ricordo!

5. L'ultimo ricordo è affidato ad una persona speciale. Che nonostante tutto fa sempre parte del mio cuore e sempre ci sarà. E' quella che mi ha fatto riscoprire l'amore per i libri e la musica jazz. Ma non vi dico di più...è un ricordo di cui sono molto gelosa e che custodisco stretto.

Adesso tocca a voi!

giovedì 15 gennaio 2009

Mumble mumble mumble...

Ieri ho rivisto dopo tanto tempo Il favoloso mondo di Amelìe. Quel film ha il potere di riconciliarmi con il mondo e riesce a commuovermi, sempre.
Il rifugio nel piacere che danno alcuni piccoli gesti quotidiani è un'ottima lezione di vita, soprattutto nei momenti grigi come questo. Così me ne sto al calduccio di questo piccolo appartamento, sprofondata nella poltrona con una tazza fumante di tisana da un lato ed un buon libro dall'altro. Magari mi si obbietterà che vivere è ben altra cosa. Ma a me per il momento sta bene così. Ci sono così tante ferite dell'anima che devo leccarmi che ancora non me la sento di aprirmi al mondo...anche se, in totale contrasto, mai come stavolta ho un desiderio fortissimo di comunicare, di parlare, di scrivere, di confrontarmi.
Sarà mica che son vittima della sindrome da opinionista???

mercoledì 14 gennaio 2009

Leggendo qua e là



Finalmente sono riuscita a riprendere la lettura del filone giapponese che, travolta dal fenomeno Vargas e Pennac, avevo momentaneamente tralasciato.

La scelta è caduta su Kafka sulla spiaggia, altro romanzo cult di Haruki Murakami.

Come ho scritto nella mia recensione su Anobii, dare un giudizio a questo racconto è abbastanza difficile, Murakami spesso sfugge a qualsiasi dettame del romanzo moderno, in perfetta coerenza col mondo magico e onirico della cultura giapponese.

La storia è complicata, ricca di simboli e metafore - bellissima quella della tempesta di sabbia come la vita stessa - ed amare questo ed altri scrittori giapponesi significa credere senza riserve ai fantasmi, al destino, all'esistenza di universi paralleli che possono talvolta fondersi l'uno con l'altro attraversando il passaggio custodito da un'enorme pietra. E per quanto a volte Murakami possa sembrare assurdo, la sensazione che accompagna la fine di ogni sua storia è sempre la stessa...un'incredibile dolcezza.
In questi giorni ho anche finito il manoscritto che mi era stato inviato e devo decidermi ad inviare il mio commento. La cosa non è affatto semplice, ho sempre la paura di sbagliare le parole e i concetti, di non riuscire a far comprendere effettivamente quelle che sono le mie perplessità senza che dall'altra parte ci si indispettisca...ma dopotutto io ho sempre accettato sentenze senza diritto di replica e non vedo perchè non potrebbero farlo anche gli altri, soprattutto se, scegliendo la strada dello scrittore, saranno sempre sottoposti ad ogni genere di critica.
Nel frattempo ho bisogno di rilassarmi un pò, per cui continuo con la saga Malaussène, prima di gettarmi nuovamente a capofitto nella Trilogia Millenium...

martedì 13 gennaio 2009

Passeggiando...

Quello che mi piace di questa città è che tutti hanno sempre un sorriso o una parola gentile anche verso gli sconosciuti. Vedere attempati uomini d'affari fermarsi a chiacchierare amabilmente con i vucumprà che brulicano nel centro storico e le signore che si avvicinano a un giovane clochard con la fisarmonica per dargli una pacca sulla spalla perchè "questa canzone del De Andrè l'hai suonata proprio ben!" mi fa ancora un certo effetto.
Stare tutti insieme è così bello, e non capisco perchè questa sia un'abitudine che si va progressivamente abbandonando. O forse ne sento l'esigenza solo io che, senza amici, dopotutto un pò di sana solitudine la soffro ancora.

lunedì 12 gennaio 2009

Offline

E' un pò di tempo che lo noto. Ogni volta che Paolo Fox mi mette in cima alla sua classifica di fortunatissimi segni zodiacali inevitabilmente la mia settimana è fra le peggiori dell'anno. E siccome questo lunedì non ha smentito la mia ipotesi, il mio umore mi impedisce di scrivere un post divertente e spensierato. Il perchè lo affido al testo di questa canzone che mi è venuta in mente mentre riflettevo su alcune cose. Non credo ci sia modo migliore.

Vivere
è passato tanto tempo
Vivere!
è un ricordo senza tempo
Vivere
è un po' come perder tempo
Vivere.....e Sorridere!.......
VIVERE!
è passato tanto tempo
VIVERE!
è un ricordo senza tempo
VIVERE!
è un po' come perder tempo
VIVERE....e Sorridere dei guai
così come non hai fatto mai
e poi pensare che domani sarà sempre meglio
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!

Vivere!
e sperare di star meglio
Vivere
e non essere mai contento
Vivere
come stare sempre al vento
VIVERE!......COME RIDERE!!!

VIVERE!
anche se sei morto dentro
VIVERE!
e devi essere sempre contento!
VIVERE!
è come un comandamento
VIVERE..... o SOPRAVVIVERE....
senza perdersi d'animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro!.....
OGGI NON HO TEMPO
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!.....

VIVERE
e sperare di star meglio
VIVERE VIVERE
e non essere mai contento
VIVERE VIVERE
e restare sempre al vento a
VIVERE.....e sorridere dei guai
proprio (così) come non hai fatto mai
e pensare che domani sarà sempre meglio!!!!!

venerdì 9 gennaio 2009

Non ho l'età...

...per passeggiare allegramente di sera a Trieste, sfidando ora l'umidità mista a gelo ora la bora che soffia impetuosa e si insinua sotto il cappello, la sciarpa, il piumino pesante, rendendo praticamente vano ogni tuo tentativo di difesa.
Non ho nè febbre nè raffreddore, ma è come se qualcuno avesse sezionato il mio cervello a metà, infierendo sul lato destro a mò di tamburo. Per fortuna l'aspirina ha sortito un minimo effetto, io tollero molto poco le emicranie non essendoci per niente abituata.
In questi frangenti mi piacerebbe tornare ad essere bambina ed infilarmi nel lettone ad aspettare le coccole di mia madre, con la gatta da un lato a far le fusa e qualche biscotto caldo dall'altro. Ma siccome l'età anagrafica suggerisce che ormai non è più tempo...corro a farmi un semolino al formaggino! E anche queste sono soddisfazioni...


giovedì 8 gennaio 2009

Senti come soffia!

Suppongo che con tutti i disagi che la neve sta provocando nel resto d'Italia la bora sia tutto sommato ben poca cosa. Però a me che son terrona fino al midollo certe scene fanno ancora effetto.
E' come se la gente arrancasse combattendo contro un nemico invisibile, camminando con postura obliqua che non si sa bene per quali leggi fisiche dovrebbe opporre resistenza vincente al vento. Le sciarpe riescono a malapena a proteggere il viso ed i capelli di alcune donne assumono l'aspetto di quelli della Medusa. Raccapriciante, non c'è che dire.
Io m'ero fatta un certo programmino per la mattinata, ma stando così le cose ho ribaltato completamente il tutto - almeno in questo resto fedele progettista di me stessa - e, ritenendo che il cambio gestore possa aspettare, me ne sto beatamente in casa ad ascoltare il rumore del vento che si insinua nella colonna montante del bagno.
Purtroppo il mio vicino pianista da un pò di tempo non suona più, per cui mi toccherà ascoltare Allevi al portatile. In fatto di qualità audio non è il massimo della vita ma suppongo che in certi frangenti tutto sia preferibile alla poesia rumorosa che proviene dal wc!
Siccome qui, oltre al vento, tutto tace, mi sono inventata un lavoro per mantenere la mente occupata. Faccio la lettrice d'emergenza di manoscritti. Non c'è un ritorno economico nè tantomento incentivi di alcun genere. Ma sognare non costa nulla. Per cui....


mercoledì 7 gennaio 2009

Si ricomincia

Archiviato il Natale la città ha ricominciato le sue attività febbrili. In Piazza della Borsa hanno già dismesso gli alberi con le loro decorazioni ed il piccolo Presepe, la gente corre di qua e di là fra un caffè al volo ed un occasione a saldo da cogliere assolutamente.
Oggi sono inquieta. Non so se sia colpa del leggero mancamento che ho avuto per strada o per il bonifico bancario da effettuare a fine mese, comunque sono inquieta e di pessimo umore.
Perchè vorrei una piccolissima scintilla per capire che almeno una delle baggianate che mi ha raccontato l'oroscopo di quest'anno è vera, mi basterebbe un microscopico incentivo per sapere che sì, questo è il mio anno, quello in cui risolleverò le mie sorti e tornerò finalmente ad essere quella di sempre.
Se qualcuno ti dice che vorrebbe avere almeno la metà del tuo talento qualcosa vorrà pur significare. Peccato che i complimenti non facciano curriculum. Ma questo è.
Nel frattempo sono circondata da gente che si lamenta del proprio lavoro e a cui proporrei volentieri il cambio, così per vedere l'effetto che fa. E Pulsatilla ha l'ennesimo libro pubblicato. Non ho proprio capito niente, mi sa.

lunedì 5 gennaio 2009

Point of view

"La trovo pessimista."

"Diciamo che sono un ottimista ben informato"

venerdì 2 gennaio 2009

Le bombe su di noi

Quest'anno ci siamo finalmente concessi un capodanno tranquillo e insolito: cenetta a base di lenticchie, cotechino e polenta, rigorosamente preparata da noi e consumata nel tepore della nostra casa triestina; passeggiata sul lungomare con la bottiglia di spumante fra le braccia, mentre dalla piazza giungevano le note assordanti del concerto; brindisi della mezzanotte in mezzo alla gente e spettacolo pirotecnico beneaugurale.
E mentre ero assorta nel guardare col naso all'insù le evoluzioni colorate nel cielo notturno mi è venuto in mente che agli occhi delle popolazioni di Gaza noi dobbiamo proprio sembrare degli emeriti coglioni. Spendiamo un mucchio di soldi per far rumore e più questo è assordante più ci eccitiamo.
Loro i botti li sentono tutto l'anno, in forma assolutamente gratuita. Però non si divertono affatto, neanche un pò.