martedì 28 aprile 2009

Prima o poi mi cancello da Facebook

Stamattina sono di pessimo umore. Ho una contrattura fra collo e scapola destra, probabilmente frutto di qualche movimento strano mentre tentavo di lavarmi la schiena sotto la doccia. E mi fa anche male il polso sinistro, temo dipenda dall'uso smodato che ho fatto dei quattro ferri in questi ultimi giorni.
Come se non bastasse scarico la posta e trovo un messaggio - a mezzo Facebook - di un deficente con cui ho avuto a che fare tantissimi anni fa e che, non pago di non potermi raggiungere a mezzo telefono, cerca sempre nuovi mezzi per farmi sapere "che non sono più smart degli altri e che se sputo in cielo mi ritorna tutto in faccia". Il cielo sarebbe lui, pluridivorziato e padre di numerosa prole, e la mia colpa sarebbe quella di aver rifiutato fermamente di uscirci insieme. Se questo vuol dire non essere smart, allora va bene, non lo sono.

Veniamo a cose più interessanti. Ieri mi sono sottoposta alla consueta visita oculistica per rinnovare la mia patente di guida. Contrariamente alla precedente fatta alla prima scadenza, quella di ieri è stata molto scrupolosa e divertente al tempo stesso. Oltre alle solite lettere da ripetere a voce alta guardando il tabellone, vengono sostenuti esercizi di percezione visiva - figure che lentamente emergono da uno strano cartoncino, numeri in rosso immersi in sfondi di pallini verdi, e così via - oltre ad una sorta di test per la sordità. E qui viene il bello. La dottoressa mi fa accomodare vicino alla porta con un orecchio tappato con la richiesta di ripetere quello che dice. Solo che io la vedo abbassare il capo e scrivere, mentre mormora - come credo - fra sè una parola. Allora mi guarda sbalordita, io capisco la gaffe e scoppio a ridere. Non pensavo che ce l'avesse con me, giuro! Comunque, tutto bene, diagnosi confermata, sono cieca come una talpa, ma ha visto di peggio, me lo assicura.
Nel pomeriggio poi ho dovuto sottopormi all'imbarazzante messinscena della fototessera. Già vengo male di mio, se poi il tipo ti spara una luce in faccia col risultato che la fronte pare brillare neanche fosse una sorta di aureola allora la causa è persa in partenza. Vabbè, tanto non starò certo tutto il giorno ad ammirare la mia patente, questo è certo.
Fra un pò mi preparo e vado alla Motorizzazione per consegnare il tutto, ed anche questa è fatta.

Prima di concludere, un pò di adevrtize. Allora, ieri come sapete Kitty è entrata finalmente nell'olimpo di Due Cuori ed una Gatta ed io come al solito invito chi ancora non conoscesse questo bellissimo fumetto ad andare a darci un'occhiata. Qui trovate anche dei divertentissimi video dell'autore. In più il sito Leiweb ha pubblicato il mio tutorial già apparso in Knitting and Cakes.
Insomma, se non avete impegni....

domenica 26 aprile 2009

Sonno Profondo

Lo so, mi avevate data per dispersa. Ma lo sapete il mio motto, se non hai nulla di interessante da dire non scrivere niente.
Non sono in crisi, nè depressa nè annoiata...è solo un periodo in cui ho bisogno di stare per conto mio, in preda a mille pensieri che animano la mia testolina, con nessuna voglia di compiere lo sforzo di acchiapparli per rinchiuderli in un foglio di carta.
Finalmente anche Aprile volge al termine ed io sento avvicinarsi sempre più il momento del mio rientro a casa. L'ho detto mille volte, qui sto bene, ma le mie radici sono tutt'altra cosa. E poi ho bisogno di condividere con le persone che amo anche la più insignificante delle cose, dalla nuova ricetta in cucina al metodo per fare le calze ai quattro ferri. Scampoli di quotidianeità, insomma.
Nel frattempo continuo con le mie strategìe di sopravvivenza. Venerdi, in preda ad una sorta di Art Attack, mi sono immersa in un negozio di bricolage del centro alla ricerca di idee nuove da realizzare (il risultato lo trovate qui), soprattutto perchè, dato il mio lungo stato di disoccupazione, le finanze cominciano a scarseggiare e tocca aguzzare d'ingegno. Poi ho ripreso a leggere a pieno ritmo e, dopo l'ubriacatura della Trilogia Millenium, mi sono immersa ne La camera azzurra di Simenon, piacevolmente sorpresa dallo stile di un autore che non conoscevo...anche se la storia mi ha lasciata con una sorta di inquietudine, devo ammetterlo.
Adesso però torno a sonnecchiare...temo che il vino rosso stia sortendo il suo effetto.
***aggiornamento importantissimo! Oggi la foto di Kitty è pubblicata nel sito di Due Cuori e Una Gatta! E chi la tiene più adesso....

mercoledì 22 aprile 2009

"Mi offendono" blues

Io adoro Paolo Rossi. Il suo senso dell'ironia tagliente è sempre una piacevole scoperta per me.

Questo monologo, il Mi offendono blues, è stato trasmesso sabato scorso durante la bella trasmissione di Fazio. Prestate attenzione alle sue parole. Per sentirvi offesi, anche voi.

lunedì 20 aprile 2009

La smemorata di Trieste



Stamattina, mentre posticipavo di altri cinque minuti la mia levata dal letto, preparavo mentalmente il post di oggi, con tanto di titolo simpatico e didascalie.
Ma, come inevitabilmente succede, una volta gustato il caffè e presa posizione adeguata davanti allo schermo...ho scordato tutto!!!

E va bene, proviamo a recuperare le idee. Dunque...sabato mattina sono stata a visitare Gorizia. Durante il viaggio in treno ripensavo alle parole di Rumiz durante l'intervista di qualche giorno prima da Augias, ma francamente non sono riuscita a trovare interessanti i miei compagni di viaggio, seduta fra una ragazzina che ascoltava in catalessi il suo ipod a decibel inumani ed una signora slovena con cui, per forza di cose, mi risultava difficile scambiare quattro chiacchiere. Mi sono concentrata allora sul paesaggio e in effetti il verde lussureggiante ed il mare riescono a far trascorrere piacevolmente quella mezz'ora abbondante che separa le due città.

Gorizia è carinissima, piena di villette liberty e di architettura razionalista. E poi mi sembra essere a misura d'uomo, compatta, priva del solito traffico caotico, con ampi viali in cui passeggiare e spazi verdi da fruire. Insomma, un luogo ideale dove vivere.



Ieri invece c'è stato il consueto mercatino dell'antiquariato proprio sotto casa...avrei voluto gironzolare fra le bancarelle ma ahimè quasi subito ha cominciato a piovere e ad alzarsi il vento, probabilmente per una sorta di disapprovazione divina alla vista di questi due esseri - cigni? fenicotteri? - di cui francamente ignoro il significato e soprattutto la eventuale dislocazione.
Per cui, tranne la parentesi del solito centro commerciale, ho preferito starmene beatamente sul divano a completare la mia ultima fatica. Che come al solito trovate qui.

venerdì 17 aprile 2009

La ragazza che giocava col gomitolo


Stamattina giro attorno al mio blog senza decidere cosa scriverò nel post di oggi. In realtà avrei voluto postare una meravigliosa casa unifamigliare antisismica ed ecologica che si tira su in ben sette giorni, ma poi ho pensato che la cosa avrebbe potuto risultare un pò noiosa e quindi ho lasciato perdere.

In questi giorni sono inquieta, la mia sindrome di Penelope è a livelli patologici. Ho provato per ben due volte a realizzare un gilet con la lana che avevo acquistato tempo fa, ma tutt'e due le volte è venuto fuori qualche difetto ed ho dovuto disfare...lo stesso dicasi per le calze, l'uso dei quattro ferri è ostico e a me cominciano a far male le mani.


Sto perdendo tempo, ma in fondo adesso posso anche permettermelo, ne ho fin troppo a disposizione.


Ho mille pensieri che mi ronzano in testa, tutti diversi fra loro, ciò nonostante in questo vortice dell'anima mi sento viva. Forse perchè il tassello che mancava è finalmente tornato al suo posto e stavolta credo che ci rimarrà per sempre.


Il weekend che mi aspetta sarà l'ennesimo trascorso a Trieste, fra lunghe passeggiate per le Rive con lo sguardo perso nell'orizzonte, alla ricerca di un pezzetto di Puglia. Settimana dopo settimana il tempo sta passando in fretta ed io non vedo l'ora di tornare a casa.

Auguro a tutti un buon fine settimana...anche a quelli che passano di qui a sbirciare - lo so, vi vedo eh! - ammetto che spesso e volentieri i miei post sono noiosi e criptici...ma magari anche un ciao fuori argomento può essere l'inizio di una bella amicizia. Coraggio su, fatemi contenta!

A lunedi!

mercoledì 15 aprile 2009

La verità, vi prego, sull'amore.

Quando si ama molto una persona - e mi riferisco al senso più alto e generale del termine - è quasi inevitabile cadere nell'errore di volerla proteggere a tutti i costi. Un pò come una mamma che rinchiude il proprio figlio in una campana di vetro, senza comprendere che le sbucciature ad un ginocchio fanno inevitabilmente parte della vita. Neanche io sono sfuggita a questo modo perverso di esprimere i miei sentimenti. Ho agito metodicamente con un bisturi riuscendo a compiere esattamente tutti i passi che non avrei mai dovuto fare, imprimendo ferite profonde, difficili da ricucire (Il dolore ha cicatrici profonde, una frase che ho sempre amato fra quelle della saggezza di Grey's Anatomy).

Sono una grandissima stronza. Ma per mia fortuna sono una stronza che ha culo. Nonostante i miei numerosissimi e terribili difetti, sono una stronza a cui si vuol bene. Il perchè lo ignoro, e forse non lo voglio neanche sapere. Ringrazio solo la mia buona stella di avere accanto persone che decisamente non merito ma che, per qualche strano e altrettanto perverso motivo, tengono a me.
Adesso me ne sto raggomitolata sul divano a pensare, con l'Ipod sintonizzato sulle canzoni che ascolto quando voglio scomparire dal mondo. Niente di raffinato come musica jazz o Giovanni Allevi...solo note dure e voci che urlano il loro dissenso, un coro pesantissimo al quale mi associo volentieri. Credo che non mi riconoscereste affatto in questo momento...tutto sommato a volte neanche io mi riconosco più.

Ho il mio senso di colpa da espiare (e devo anche comprendere che sentirmi in colpa è un pò come non ammettere di essere vigliacca, quindi piantarla...) ma c'è anche una tana da riaprire, per permettere finalmente all'aria nuova di invadere la mia mente.
Perchè una stronza, notoriamente, ama coltivare la muffa nel proprio cervello.

martedì 14 aprile 2009

Where are my shoes?


Stamattina sono in condizioni psicofisiche pessime. Sono in quei giorni...
Ho una fitta acuta alla tempia sinistra, neanche mi fossi beccata la pallottola di Lisbeth Salander nel cervello, e mi sento la testa pesantissima, avrei bisogno quasi che qualcuno me la sostenesse con le sue mani. Gioie e dolori dell'essere donna, insomma.

Come avete trascorso questi pochi giorni di festa? Qui a Trieste sembra di essere già in estate. Fa un caldo assurdo. Non che non sia piacevole in sè, ma quando certe temperature ti colgono assolutamente impreparata la cosa può diventare fastidiosa. Ed io sono assolutamente impreparata...ho al mio attivo due magliette a maniche corte e due paia di jeans. Tutto il resto appartiene all'inverno.
Ho visitato il borgo di Muggia, un paesino di pescatori delizioso, di quelli dove potrei anche restare a vivere tranquillamente, se solo mi si fornisse poi un accesso diretto alla campagna. E poi mi sono arrampicata con il ripidissimo tram in direzione Opicina, sulla strada che porta dritta dritta a Vienna. Anche qui il paesaggio è splendido, ci sono villette liberty immerse nel verde e nell'aria profumatissima di ipomee. Un incanto.
Si può passeggiare tranquillamente sul sentiero che costeggia dall'alto il mare, magari con un occhio verso gli asparagi che qui sono diffusissimi. Un piccolo surrogato del mio tratturo campagnolo che per un attimo mi ha fatto sentire a casa.

Ma la parola d'ordine dei prossimi giorni sarà non lamentarsi. Ed attendere con fiducia i giorni che mi separano dal rientro.

giovedì 9 aprile 2009

Facciamo il punto della situazione

Nonostante tutti i buoni propositi dei giorni passati, da ieri in moltissime trasmissioni televisive - per intenderci quei contenitori in cui pullulano gli opinionisti senza arte nè parte - sono cominciate le polemiche. Tralasciando quelle politiche, che hanno in sè qualcosa di nauseabondo, i dibattiti che mi interessano riguardano il mondo delle costruzioni che, nonostante tutto, fanno sempre parte del mio mestiere.
Si è parlato tanto del rispetto delle norme antisismiche. Sono perfettamente d'accordo, ma per quella che è la mia esperienza in molti campi ci sarebbe da fare un passo indietro rispetto a queste norme, perchè l'ignoranza e gli ostacoli burocratici fanno si che non solo un edificio non sia dotato della benchè minima struttura antisismica, ma che non abbia addirittura i requisiti della cosiddetta regola d'arte del buon costruire.

  1. 1. Innanzitutto c'è il pressappochismo dei progettisti, ingegneri e architetti. Ad esempio il tizio per cui lavoravo io era bravo solo a trasformare i muri interni in elementi curvi, magari abbelliti con vetrocemento. E questa sua fama - oltre alle strette di mano coi politici locali - bastava perchè gli fossero affidati incarichi importanti, come ad esempio la ristrutturazione di un reparto ospedaliero. Che accidenti volete che ne capisse di materia antisismica? Non aveva neanche un esame del genere nel suo piano di studio, a malapena aveva studiato Statica o nella migliore delle ipotesi Scienza delle Costruzioni. E l'ingegnere che avrebbe dovuto occuparsi della progettazione strutturale non era da meno. In genere mi portava disegni già fatti ed io dovevo fare i salti mortali per adattare le armature al nostro progetto (...).

  2. 2. Le imprese di costruzioni oneste e che sappiano davvero lavorare bene si contano sulle dita dei piedi. E se nella maggior parte dei casi non sanno neanche cosa sia un caschetto protettivo o una cintura di sicurezza, la vedo dura a dissertare di cuscinetti pneumatici e giunti di dilatazione.

  3. 3. Le leggi per gli affidamenti di incarichi sono allucinanti. Per fare un esempio, già le somme stanziate per un qualsiasi intervento sono assolutamente sottostimate. Le imprese che partecipano alla gara sono autorizzate ad offrire ribassi allucinanti, per cui nella maggior parte dei casi non vince quella che offre il miglior rapporto qualità-prezzo, bensì quella più economica e in odore di conoscenze dall'alto. Pertanto se la cifra di partenza già non bastava è logico dedurre che da qualche parte si dovrà fare economia per ottenere un guadagno decente. E siccome gli onorari dei progettisti non si toccano, l'unico modo è speculare sui materiali. Altro che norme sismiche, io ho assistito alle peggiori litigate perchè l'impresa non voleva rispettare un tipo di pavimentazione che fosse antiscivolo per legge!

  4. 4. Last but not least...la burocrazia, la politica di convenienza, gli interessi oscuri, la malavita, le speculazioni di ogni sorta.

Ecco, io la situazione la vedo sostanzialmente così. Per cui non mi venissero a fare tutti i bei discorsi di circostanza, perchè il problema è enorme.

Per sdrammatizzare un attimo il discorso vorrei concludere con una mia personale hit-parade del terremoto, ossia dei gruppi o compositori più abusati nei vari servizi televisivi del genere:

  1. - La vita in diretta preferisce di gran lunga Luigi Einaudi (sigh!) o Michael Nyman per sottolineare la drammaticità dei suoi scoop;
  2. - Italia allo specchio invece, forse perchè siamo dopotutto in periodo pasquale, preferisce aprire con musiche da Settimana Santa...marce funebri per intenderci;
  3. - Pomeriggio sul cinque è invece più all'avanguardia, per tanto spazia dai Sigur Ros agli Air, facendo ogni tanto qualche capatina negli Evanescense, giusto per strappare una lacrima in più.

Se volete ampliare la classifica aggiungendo qualche brano che mi è sfuggito fate pure. Ad esempio mi mancano i dati su Porta a Porta, perchè Vespa che si aggira vestito come il premier fra le macerie è troppo...

mercoledì 8 aprile 2009

History repeats itself

Fra una notizia e l'altra di quelle che rimbalzano in questi giorni fra radio e televisione, il coraggio di Marta che non ha smesso di far sentire la sua voce in attesa dei soccorritoti e la forza d'animo di nonna Maria che, bloccata nella sua casa, si è distratta lavorando all'uncinetto, sono fra le poche che riescono per un attimo a scaldarti il cuore, facendoti comprendere quanto sia grande la forza d'animo ed il coraggio di tante persone. Non riesco a spegnere la televisione, anche se certe volte bisognerebbe farlo, perchè si specula anche su questo genere di avvenimenti. Come il telegiornale di rai uno ieri che ringraziava gli ascoltatori per lo share da record...o l'onnipresente Meluzzi che dispensava pillole di saggezza ai sopravvissuti...senza parole.
Questi giorni li ho vissuti, e li vivo, come una sorta di limbo. Non ho voglia di vedere nessuno, al massimo cerco di camminare, il più a lungo e lontano possibile. Da lunedi trascorro gran parte del tempo a sferruzzare, in maniera così frenetica che mi fanno male le mani, ho voglia di stordirmi e di non pensare. Quando la sofferenza riguarda fatti personali forse in una certa misura si riesce a trovare una sorta di rimedio per rialzarsi e partire, ma in questo caso non so davvero come fare ad allontanare da me il dolore - ammesso che sia giusto farlo - se non alienandomi in ogni sorta di esperimento creativo.
Col tempo forse tutto passerà...ma se non cambia la mentalità dell'uomo ho paura che la storia si ripeterà, ciclica e uguale a sè stessa.

martedì 7 aprile 2009

...

Non ho gran voglia di scrivere oggi...e tantomeno di essere spiritosa. Tutto il dolore che ho provato quando la mia bella Umbria è stata ferita a morte - ed anche la mia casa - è riemerso più forte.
Sentire pronunciare più volte i nomi di quei paesi, che per me fino a poco tempo fa erano sinonimo degli anni spensierati dell'università, è come ricevere un colpo al cuore, con un dolore sordo che non riesce a svanire.
I miei amici stanno bene, Sulmona miracolosamente è stata ignorata dal terremoto, ma io ho negli occhi tutti quegli studenti (come lo ero io allora) che vagano smarriti senza avere punti fermi...e la chiesa di Santa Maria del Suffragio, una delle più belle dell'Aquila, che non tornerà mai più.

sabato 4 aprile 2009

Il sole è uno stato mentale


Anche questo weekend ha puntualmente deluso ogni aspettativa di tempo decente, con il consueto cielo plumbeo ed il freddo umido che alla mia età non è per niente piacevole.

Continuo ad avere problemi con la connessione internet...non si è ben capito se dipenda dalla mia chiavetta ipertecnologica o dal pessimo gestore...da fine Marzo tecnici del centro assistenza ed eminenze grigie del call-center si esibiscono in una varietà di parere che fa ben sperare sulla fantasia italiana. Stamattina uno mi ha persino chiesto il codice fiscale perchè evidentemente non credeva fossi la vera titolare del contratto...ho dovuto mordermi la lingua per trattenermi dal dirgli se per caso dovevo anche mandargli un fax con le analisi del sangue.

Imbecilli a parte, il clima non è di quelli che propriamente ti rendono leggera come una piuma. Eppure...può darsi che nella cassetta della posta si possa trovare il pacchettino di un'amica (grande grande!) o magari basta aprire il proprio blog e trovare addirittura Sellers in persona che viene a tenderti la mano. Allora ti rendi conto che il sole, dopotutto, uno ce l'ha dentro. E che l'importante è muoversi con cautela e senza fretta, per assaporare ogni istante e non rischiare di rovinar tutto, ancora una volta.

giovedì 2 aprile 2009

Lentiggini...


Quando si ha la fortuna di incontrare un uomo speciale - persona dall'animo sensibile e dall'ironia acuta (molto, molto scemo) - è quasi impossibile eliminarlo dai propri pensieri e dal proprio cuore...e perchè poi? Perchè dovrei farlo? Solo perchè non sono mai stata capace di dirgli onestamente quello che provavo e quello che mi stava capitando?
Tu non sei mai andato via, sei sempre qui con me, nella musica che ascolto e nelle mie lentiggini.
La cosa, come vedi, è reciproca. Ma la paura di commettere altri sbagli e di ferirti ancora è più forte della voglia di riprovare a tessere la nostra amicizia.
E poi, magari, quelle lentiggini potrebbero non essere le mie.
In tal caso sarei una vera idiota.

A pranzo con Peter Sellers


C'è una stagione per tutto: certi rami devono seccare ed altri alberi morire per far posto a nuovi germogli.



Ultimamente mi capita di incontrare persone qui a Trieste che per un motivo o per l'altro hanno a che fare con la Puglia. Ultima, in ordine di tempo, la pasticcera dove abbiamo acquistato un pezzo di Torta Carsolina, un vero tripudio dei sensi.
Dicevo, per tutto queste persone il giudizio è unanime e implacabile: la città è bella, ma viverci troppo a lungo guasta l'atmosfera.
Ed è esattamente quello che provo anch'io da quando sono tornata. Mi accorgo che non c'è più l'entusiasmo dei primi tempi. Un pò perchè la gente è cordiale e socievole ma difficilmente amichevole. Un pò perchè, con l'arrivo della Primavera (oggi piove a dirotto, vabbè...) mi sembra inconcepibile essere costretta qui in città, io che sono già per sentieri di campagna e per boschi al primo raggio di sole.
E' un ambiente al quale mi sono adattata perfettamente ma che non amo. Forse perchè sono sola, anzi, quasi sicuramente è così.

Nel fare il conto alla rovescia per il rientro a casa intanto applico le strategie di sopravvivenza, che vanno dal condividere le paranoie di Ally McBeal allo sferruzzamento convulso, in attesa che Lisbeth si rialzi da quel letto d'ospedale.

Ieri poi ho superato me stessa. Ho pranzato con un uomo molto affascinante che si chiama Peter Sellers. Eravamo io e lui, condividevamo lo stesso pesce e la stessa insalata, chiacchierando di germogli e delle stagioni. Ogni tanto mi asciugavo commossa una lacrima, perchè Chance Giardiniere sa essere tremendamente tenero, ma poi mi sorprendevo a ridere di gusto delle sue battute spontanee e argute.
Perchè mai rovinarsi il pranzo con il solito telegiornale? Meglio guardare un bel film, soprattutto se quello in questione, Oltre il giardino, te lo hanno regalato due persone speciali come Simona e Paolo. Io conosco molto poco Sellers, tutto ciò che so di lui mi è stato tramandato attraverso racconti entusiasti di una persona che lo considera il suo attore preferito (adesso capisco perchè!) e sicuramente questo film mi ha invogliata ad approfondire l'idillio con quest'uomo melanconico e affascinante.

mercoledì 1 aprile 2009

...e non ridete!

Ieri ho trovato questo divertentissimo video mentre gironzolavo fra i miei soliti blog di knitting...la mia dolce metà ha detto che la simpatica sferruzzatrice è un misto fra me e lo scoiattolo rompiscatole de L'Era Glaciale...

Vabbè...