venerdì 20 novembre 2009

Come nebbia al mattino

Questa settimana il weekend giunge necessario come l'acqua nel deserto, mai avrei potuto immaginare di uscirne così distrutta da mattinate frenetiche e infruttuose sotto ogni punto di vista!

Sono veramente stanca, soprattutto psicologicamente. E me ne accorgo dalla noncuranza che comincia a farsi largo nel mio animo, dal mio rispondere sempre a tono anche quando le circostanze richiederebbero un pò di diplomazia. Ci sono momenti in cui ho l'impressione che mi manchi l'aria: non trovo alcun riscontro col mio modo di essere, di lavorare, di concepire la professione ed il rapporto con gli altri. E' tutto sovvertito e irriconoscibile, un caos ed una precarietà immane che non posso sopportare neanche in nome del compenso economico, ridicolo se non del tutto assente.

L'alternativa? Mordersi le labbra e continuare a testa bassa a mò d'ariete, in attesa di quella svolta che accidenti se deve arrivare, sennò guai a lei!!!

Malaussenaggini a parte, ci sono piccole novità, alcune che mi lasciano totalmente indifferenti e altre che mi dispiacciono un bel pò.

In studio è comparso un tirocinante. Classico adolescente col ciuffo alla piastra e coltivazione di brufoli, armato di telefonino e di tanti cioè. Però è simpatico, e secondo me anche potenzialmente in gamba. Nulla a che vedere col tizio che ho dovuto sopportare due anni fa...magari alcuni di voi se lo ricordano ancora, qualcuno ha anche avuto la sfortuna di conoscerlo. Nel giro di poche ore ha già capito tutto, in quell'ufficio regnano l'anarchia ed il nulla assoluto. Mi ha detto che vorrebbe far pratica con un architetto donna, io però non possiedo uno studio - non sono neanche tanto convinta di esserlo, un architetto intendo - per cui proprio non posso accontentarlo.

Durante queste mattinate l'unica nota positiva è l'aver aiutato un collega per un esame. Rielaborando tavole, facendo fotografie, stringendo lì e appiccicando qua è stato come tornare indietro ai bei tempi dell'università. Scusami se ti ho dato fastidio per questa cosa, mi ha detto oggi lui. Niente affatto, io mi sono sul serio divertita!

Kitty invece non fa più parte del mio nucleo familiare, almeno fino a quando non tornerò in campagna la prossima primavera. Dopo la prova fatta nel weekend abbiamo deciso che era inutile farla soffrire. I gatti hanno spirito di adattamento, questo si, ma lasciarla chiusa in casa o portarla in giro con la trasportina quando lei ama arrampicarsi sugli alberi d'olivo è da veri egoisti. Quando poi al mio ritorno dall'ufficio è scomparsa dalla mia vista temendo che la rinchiudessi nuovamente nella torre...allora ho capito che era proprio finita. Adesso è con mia madre, a scroccare croccantini e a far le fusa a lei. Sono immensamente triste, la notte ho ancora l'impressione che sia saltata sul letto e si sia infilata sotto le coperte. Toccherà farmene una ragione.

In tutto questo la sera ho lavorato pochissimo a maglia, ero troppo stanca e nervosa per rilassarmi con un'attività che in genere mi piace e mi rigenera. Vorrei anche dare una sferzata d'energia al mio corner shop ma con questo stato d'animo è dura. Vabbè, intanto c'è tutto il weekend davanti a me. Per un pò il lunedì non sarà nei miei pensieri.

sabato 14 novembre 2009

Ossignur!

L'operazione trasloco è finita, da ieri siamo ufficialmente nella nostra casa, stile due cuori ed una gatta. Di cose da fare ce ne sono un bel pò, nei mesi passati a Trieste sembra che qui la polvere si sia divertita molto, è praticamente ovunque! Ed io ho ancora da organizzare, ordinare, inventare, decorare...certe volte mi chiedo quanto tutto questo mi convenga, visto che potremmo ripartire da un momento all'altro, ma siccome sono stufa di questa precarietà stavolta un pezzetto di radice voglio proprio metterlo.
Kitty non è molto felice di questa nuova situazione. Abituata com'è a gironzolare in campagna detesta l'essere rinchiusa fra quattro mura. Ma sembra che ricordi i suoi primi mesi in questa casa, ha già preso possesso del risvolto del piumone e si diverte a seguirmi su e giù per le scale. Magari le ci vorrebbe una compagnia...ma girare con due trasportine ora come ora mi sembra fuori discussione, già lei pesa da morire!!!
Per il resto nulla di che, in ufficio il liet-motiv è sempre lo stesso, le pratiche aumentano ma i ritmi sono da bradipo influenzato, ed io che sono abituata a muovermi con una certa velocità mi sento come se camminassi in salita e con un peso addosso. Ma adesso questo offre la città dove vivo e non posso aspettarmi niente di più.
Mio padre persevera nel suo caratteraccio e, non contento di aver montato un pannello solare tutto da solo, adesso si è dato alla raccolta delle olive. Se ci sono dei sedativi efficaci vi prego fatemelo sapere perchè devo assolutamente abbatterlo, stile animale selvatico.
L'unica nota divertente di questo periodo - mi diverto con poco - sono le richieste di amicizia su Facebook, ad opera di perfetti sconosciuti cui ovviamente non rispondo. Fra i migliori uno ha nel profilo la foto presa di schiena mentre indossa un perizoma, cosa che in un uomo mi fa un certo senso, mentre l'altro, nella mail che mi ha mandato per presentarsi (almeno è educato) ritiene che il mio nome sia un diminutivo (...) e che, a giudicare dalla mia foto e dal vestito che indosso, io sia singòl. Forse sarà il caso di tornare al mio avatar manga...

martedì 10 novembre 2009

Convivere con un testardo

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Qui nella mia splendida terra le giornate continuano ad essere molto belle, nonostante l’umidità e le basse temperature rovinino tutta l’atmosfera accogliente dell’autunno.

Quella appena trascorsa è stata una settimana strana, all’insegna dei primi raffreddori, del primo vero assegno da due anni a questa parte – già prenotato per l’assicurazione della macchina – dei tempi morti e di qualche preoccupazione. Il tutto ovviamente accompagnato dagli immancabili ferri per lavorare a maglia.

Quando mi ritrovo ad intrecciare lane colorate rinnovo la magia della creazione di un oggetto da un semplice filo, il saperlo mi rilassa tantissimo, anche se in tutta questa danza di dita e punte la mia mente vaga e si perde nei pensieri più disparati.

Mio padre non sta bene. Non nel senso canonico del termine – oddio, una brutta tosse in effetti ce l’ha – ma è come se di ritorno dall’Umbria non fosse più lui. Una serie di difetti, fisici e caratteriali, con i quali abbiamo sempre convissuto, sembrano essersi acuiti a dismisura. Quello che ha assunto proporzioni gigantesche è la cocciutaggine, unitamente ad una buona dose di presunzione e menefreghismo. Non ascolta alcun tipo di consiglio gli venga dato per il suo bene. Tanto nulla può succedere, non a lui.

Peccato che, durante i frequenti colpi di tosse, sia diventato un sorvegliato speciale. E’ accaduto qualche sera fa. Si scherzava tutti insieme, e l’atmosfera era così allegra che pensavamo lo stesse facendo apposta, come un robot al quale è stata improvvisamente tolta l’energia. Invece no, per qualche secondo lui non c’è stato. Ha reclinato la testa da una parte con lo sguardo spento, poi ha reagito ad uno scossone di mia madre ed è tornato in sé. Credo si chiami ipossia. Ma, nonostante lui si sia reso conto di tutto, continua a minimizzare. Come se fosse sicuro che comunque vadano le cose ci sarà sempre qualcuno di noi pronto a riportarlo indietro.

Così, ferro dopo ferro, rimugino fra me, pensando se sia meglio tramortirlo con un corpo contundente e portarlo a fare un bel controllo o rispettare la sua volontà e lasciare che gli eventi facciano il loro corso. Mamma ovviamente è quella che ne soffre più di tutti, anche perché vede respinto qualsiasi suo tentativo di imporsi per costringerlo a farsi visitare. Ma lui è tremendamente testardo, buon sangue umbro non mente.

E in tutto questo Trieste sembra incombere minacciosa. Brutta faccenda essere figli unici, a volte.

martedì 3 novembre 2009

E’ un treno dal quale non voglio scendere!

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Iniziare la settimana di martedì fa uno strano effetto. A parte una leggera distorsione nella percezione del tempo (che giorno è oggi?) mi sembra quasi che il weekend sia già alle porte ancor prima di cominciare!

I giorni trascorsi sono stati ricchi di piccole novità. Io e mio marito abbiamo dato il via all’operazione trasloco, cominciando innanzitutto a pulire la nostra casetta che ahimè era stata disabitata per circa un anno, fra soggiorno a Trieste e vacanze  in campagna. Tutto sommato però non è andata così male, pensavo decisamente peggio. Che poi io e lui abbiamo di certo un futuro come impresa di pulizie se dovessero andar male le rispettive professioni.

Fra il mettere a lustro le stanze, riordinare gli armadi e la dispensa…e sfrattare i piccioni che avevano eletto il balconcino a loro esclusiva toilette c’è stato un bel da fare. Ma alla fine l’ordine e la pulizia hanno il loro bel potere rilassante sulla sottoscritta, pazienza se la schiena urla di dolore! Resta solo il problema di Kitty…si riabituerà a stare al chiuso con noi dopo esser diventata una nobilgatta di campagna? Personalmente nutro molti dubbi, staremo a vedere.

In ufficio comincio a far da sola quelle piccole pratiche che per me sono veramente a prova di idiota ma che pare alla lunga possano diventare molto importanti, economicamente parlando. E stamattina ho persino depositato la mia prima perizia in Tribunale, roba da non crederci. Se domani il cliente mi porta anche l’assegno devo proprio farmi dare un pizzicotto da qualcuno, non vorrei fosse solo un bel sogno e nulla più.

E infine…il neurone che si era incastrato e che mi impediva di prendere una decisione si è finalmente sbloccato, merito soprattutto di una illuminante conversazione avuta col mio amico. I risultati sono visibili qui. Dopo anni di immobilismo direi che posso proprio essere soddisfatta.